La cucina multietnica di Israele

Israele è il paradiso dei buongustai. In tre ore massimo di viaggio ci si sposta da Nord a Sud e si possono sperimentare tutti i tipi possibili ed immaginabili di cucina. Al Nord, potete assaggiare le specialità Druse, dal tradizionale mosabaha – un particolare Humus, per continuare con un Kebab di agnello o un Kafta (polpettine di vitello con prezzemolo e cipolla), accompagnate dall’immancabile pane con Zathar, vi assicuro un pasto da non dimenticare.
Ma Israele vi offre anche i piaceri della Cucina Tunisina/Marocchina/Tripolina, personalmente vi consiglio il Mafrum, polpettine nelle sue varianti, melanzane, zucchine e patate, su base di Cous Cous. Semplicementi deliziose.
Per la colazione del sabato mattina vi consiglio di provare il Jacnun yemenita. In pratica è un rotolo di pasta di grano cotto in forno per 10 ore. Si mangia con una salsa di pomodoro, un uovo sodo e volendo con una spezia chiamata skhug (attenzione piccante sul serio). Piatto super economico, circa 3 euro e molto popolare.
Per un pranzo veloce gli immancabili felafel, polpettine fritte di ceci, servite in pita con insalata humus e patatine fritte, oppure il mio preferito, lo Shawarma, arrosto di agnello, servito anche lui in pita, con humus, insalata (pomodori e cetrioli tagliati finissimi) e patatine, o anche in formato maxi, in lavash una pita gigante che si arrotola e contiene una monumentale porzione.
Per i palati che non amano i cibi mediorientali, potete trovare ristoranti askenaziti, che vi faranno sentire a Praga o Vienna del secolo scorso. Oca, zuppa di pollo, Chulent (misto di legumi, patate, e salsicce o carni a tocchetti), Kugel di patate o di pasta (dolci!!) vi aspettano. Ma sono un bel colpo per il clima.
Ultima chicca culinaria che vi segnalo è una specialità dei ristoranti yemeniti: Betzei Shor, che tradotto vuol dire Palle di Toro. Ammetto che non ho avuto il coraggio di assaggiare la prelibatezza.

Scritto da Miriam Pierro-Ross