Savignano del Rubicone
Romagna insolita: la Valle del Rubicone.

Savignano del RubiconeQuesto vuole essere un viaggio insolito, alla scoperta di una Romagna che non è solo mare, discoteche e parchi di divertimento, ma anche luoghi della memoria e della buona tavola. Ecco quindi un primo tour virtuale che vi porterà nella Valle del Rubicone, tra le città di Rimini e Forlì-Cesena.

Il nostro itinerario parte proprio dall’omonima uscita autostradale Valle del Rubicone, aperta recentemente nella località di Gatteo, paese natale del maestro del liscio Secondo Casadei. E’ lui che ha reso celebre la regione in tutto il mondo, grazie proprio alla sua famosissima “Romagna Mia”! Da qui ci spostiamo verso San Mauro Pascoli, importante polo calzaturiero e paese natale del celebre poeta Giovanni Pascoli, l’eterno fanciullino. Qui non può mancare una visita alla Casa Pascoli, ora casa-museo, dove il poeta è cresciuto e a Villa Torlonia, detta anche La Torre, dove il padre del poeta era fattore e a cui ritorna la tanto cantata cavalla storna, dopo l’omicidio di Ruggero Pascoli. Per chi volesse assaporare a pieno la poesia del luogo, è possibile una sosta culinaria con pernottamento presso la Locanda dei Fattori, all’interno di uno dei palazzi di Villa Torlonia. Restaurato mantenendo tutti gli affreschi originali dell’epoca e arredato in stile, si propone come un luogo raffinato in cui prendere un aperitivo o fare una merenda al fresco del porticato o degustare un menù romagnolo rivisitato in chiave moderna.

Ma proseguiamo il nostro itinerario verso Savignano Sul Rubicone, che vanta una particolarità: nel 49 a.C. l’omonimo fiume che taglia il paese, il Rubicone appunto, fu attraversato da un certo signor Giulio Cesare che, passando da qui con le sue truppe in direzione di Roma, proferì la citatissima frase, scritta su tutti i libri di storia, “Alea iacta est”. Un riconoscimento gastronomico locale, è dato dall’allevamento di struzzi, con relativa vendita sia delle sue pregiate carni che di uova. Per gli appassionati invece di formaggio, merita una sosta al Caseificio Pascoli, dove si possono acquistare tipici prodotti caseari della zona (ottimo il loro squacquerone). Salendo verso le prime colline, troviamo il Castello di Ribano, in realtà una casa padronale più che un vero e proprio castello, di proprietà della famiglia Spalletti, produttrice dell’omonimo vino, la cui azienda enologica ha sede nei pressi della casa. Se vi trovate in zona e non sapete dove andare a mangiare, consigliatissima la Trattoria dell’Autista, dove non esiste un menù scritto, ma un elenco fatto direttamente al tavolo: pochi i piatti, ma preparati con prodotti sempre freschi e di stagione. Ottimo il rapporto qualità/prezzo e la possibilità assaporare il vero mangiare romagnolo di una volta, contornato dall’innata simpatia dei padroni di casa.

Ci dirigiamo ora verso Borghi, detentore della segretissima ricetta del Bustrengh, una antica torta contadina di cui si conoscono solo gli ingredienti principali tranne uno, che rimane un segreto ben custodito. Raccomando vivamente, se siete di passaggio, di comprarlo o quantomeno assaggiarlo, perché solo qui a Borghi riuscite a trovare l’originale, diverso dalle tante imitazioni che si trovano nei dintorni. Ancora pochi chilometri in salita e raggiungiamo San Giovanni in Galilea, un piccolissimo paese posizionato su uno sperone di roccia calcarea da cui si gode un panorama unico sull’intera vallata. Una delle più antiche tradizioni locali, è legata sicuramente al raperonzolo, una pianta erbacea dal sapore particolare e unico che cresce in maniera spontanea su queste colline (inserito nell’elenco dei prodotti tradizionali della regione). Esternamente si manifesta con bellissimi fiori a campanella rivolti verso l’alto e dai colori tenui. Ma la cosa per cui si contraddistingue in maniera particolare, è per le sue radici che assomigliano molto alla rapa (da qui il nome). E’ proprio questa che viene utilizzata in ambito culinario. Il raperonzolo si può cucinare in diversi modi, ma “la morte sua” è mangiato crudo, condito con olio, aceto e sale da solo oppure insieme all’insalata con una bella piadina calda. Se poi si vuole dare all’insalata quel tocco in più, si possono utilizzare anche i suoi fiori, tranquillamente commestibili.

Proseguiamo ora verso Sogliano al Rubicone dove ci si vedrà accogliere dalla bellissima Fontana delle Farfalle, in piazza. Creata appositamente per Sogliano dal poeta Tonino Guerra e inaugurata nel 2003, è divenuta ormai il simbolo del paese. Qui a Sogliano viene prodotto un particolare formaggio, stagionato nelle fosse, da cui prende appunto il nome: formaggio di fossa (prodotto riconosciuto DOP dal 2007). Ogni anno a novembre si rinnova il rito della sfossatura dei formaggi e, le ultime due domeniche di novembre e la prima di dicembre, viene celebrata la rinomata e omonima fiera. Il nostro tour virtuale si conclude con la visita di Montetiffi, altro piccolo borgo arroccato che conta una quarantina di abitanti. Qui vengono prodotte le famigerate “Teglie di Montetiffi”, quelle originali, in terracotta, fatte a mano da maestri tegliai e da utilizzare per cuocere la piadina, prodotto romagnolo famosissimo ormai in tutta Italia e che da poco ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dell’IGP.

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Foto crediti: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/37/SAVIGNANO_Veduta3.jpg